13 Novembre 2008
ELIMINARE IN CAMPANIA DISCARICHE E TERMOVALORIZZATORI

“Accelerare la raccolta differenziata ed incrementare lo smaltimento dei rifiuti attraverso gli impianti di cdr (combustibile da rifuti). E’ questa la strada da seguire per eliminare, in tempi brevi, il problema delle discariche e dei termovalorizzatori. Una vera e propria corsa contro il tempo”. E’ quanto ha dichiarato il direttore regionale della Coldiretti Campania, Vito Amendolara al convegno “ La tipicità dell’area vesuviana e la valorizzazione delle sue potenzialità ambientali, produttive e turistiche” che si è tenuto ieri mattina a Villa Signorini, a Ercolano. “Termovalorizzatori e discariche  - ha sottolineato Amendolara – sono una contraddizione in termini con la raccolta differenziata che, in 150 comuni campani ha raggiunto il 35 per cento, superando il 60 per cento nel comune di Vico Equense, che resta il fiore all’occhiello della provincia di Napoli. Purtroppo siamo un’area militarizzata. Ed è questo un grave danno per una società che ama definirsi civile. Ci battiamo contro Bertolaso, che ha cancellato le leggi italiane e, parallelamente, ci battiamo perchè venga affidata alle province la gestione dei Cdr. Se venissero aperte le undici discariche previste, la nostra regione diventerebbe la cloaca di tutto il centro sud ”. Il direttore regionale di Coldiretti Campania è in prima linea anche sul fronte della bonifica del territorio. “A breve – ha spiegato Vito Amendolara -  avvieremo un’altra raccolta di firme per convincere le istituzioni a lavorare, alacremente,  sulle bonifiche.  Almeno un miliardo di euro, dei venti previsti  per i fondi strutturali per lo sviluppo del territorio 2007/2013, dovranno essere impiegati per bonificare la nostra regione. Un bacino inesauribile di risorse che non devono essere sprecate”.  Lavorare su un territorio bonificato, risolvere i problemi di impatto ambientale e consentire alle imprese di fare rete sono i punti cardine anche per lo sviluppo del territorio del Vesuvio. “Il progetto presentato da Sovis Spa e Coldiretti Campania – ha continuato  Amendolara durante il convegno – punta proprio a far emergere le grandi potenzialità di questo territorio che resta unico al mondo”. Un’area che conta 27500 imprese, di cui 2500 sono imprese agricole. Per la Coldiretti Campania fare sistema significa quindi costruire una governance che  consenta alle aziende di sopravvivere, in primis, valorizzando poi la tipicità dei prodotti dell’area. “Non a caso – ha concluso Amendolara – la promozione dei beni storici, archeologici e artistici di un luogo, combinati con la riscoperta dei prodotti tipici locali, diventa oggetto di analisi socioeconomici e culturali da cui si possono delineare i tratti di un’identità territoriale fatta di usanze e tradizioni”.
 
Puntare sull’identità dei prodotti agricoli e dell’artigianato locale, ma anche sulla gastronomia e l’enogastronomia è il principale obiettivo del presidente dell’Ente Parco del Vesuvio, Ugo Leone.
“Tutelare la biodiversità,  sia ambientale sia culturale, - ha spiegato Ugo Leone –  appare fondamentale per incrementare l’offerta e creare sviluppo in un’area, protetta dal 1995, che rappresenta una enorme potenzialità per la nostra regione”. Per Aniello Troiano, dell’assessorato regionale alle Attività produttive: “ Valorizzazione dell’ambiente, tutela del territorio e promozione dei prodotti agricoli sono le linee guida da seguire per lo sviluppo del turismo dell’area. D’altro canto – ha ricordato Troiano – la strategia forte della nostra agricoltura sono proprio i parchi” . Ampio spazio, quindi, alle aziende agro-alimentari che potranno entrare a pieno titolo nel progetto di creazione del marchio vesuviano: “Pomodori del piennolo, albicocche, vini, artigianato legato alla lavorazione della pietra lavica e florovivaismo. “Sono questi i settori – ha spiegato Giuseppe Marotta dell’Università del Sannio – che rientrano tra le iniziative per la promozione di un turismo itinerante, da contrapporre a quello mordi e fuggi. E’ necessario, pertanto, ha concluso Marotta - 
realizzare una governance territoriale con il parco del Vesuvio ed elaborare un piano imprenditoriale in linea con le direttive ambientali”
Al convegno sono stati presentati i risultati dello studio “Pit Vesevo. Progetto S16, fase 2” realizzato da Sovis spa e da Coldiretti Campania e finanziato con i fondi Por Campania 2000/2006, con l’obiettivo di “dare un focus diverso agli strumenti di promozione. Senza dimenticare – ha ricordato il presidente di Sovis Massimo Lo Cicero - che le dimensioni del territorio dell’area vesuviana sono pari a quelle di una città come Firenze”.