Un viaggio che attraversa il tempo, custodendo storia, tradizioni e identità del territorio. Si è rinnovato anche quest'anno l'appuntamento con la transumanza della famiglia Lullo, un rito che continua a rappresentare uno dei simboli più autentici della cultura pastorale dell'Alta Irpinia.
Guidate da Antonio Lullo e dalla sua famiglia, le mandrie di vacche podoliche hanno intrapreso il tradizionale cammino che dai pascoli di Teora conduce alla montagna di Senerchia, ripercorrendo gli antichi tratturi che per secoli hanno segnato la vita delle comunità rurali.
Un percorso che non è soltanto uno spostamento stagionale del bestiame, ma un patrimonio di valori fatto di lavoro, sacrificio, rispetto della natura e profondo legame con il territorio. La transumanza racconta un'agricoltura che conserva le proprie radici e continua a tramandare conoscenze, gesti e tradizioni che costituiscono una parte fondamentale dell'identità delle aree interne.
Partecipare a questo momento significa vivere un'esperienza capace di trasmettere emozioni autentiche, dove il rapporto tra uomo, animali e ambiente si manifesta nella sua forma più genuina.
A sintetizzare il significato di questa giornata sono le parole di Antonio Lullo, che da sempre custodisce questa tradizione: «Si lavora 365 giorni all'anno per un giorno di festa». Una frase che racchiude il valore dell'impegno quotidiano degli allevatori e il senso più profondo di una pratica che continua a essere simbolo di resilienza, passione e amore per la propria terra.
La transumanza resta così una testimonianza viva della civiltà rurale italiana e un patrimonio da preservare e valorizzare, capace di raccontare il passato e, allo stesso tempo, di guardare al futuro attraverso il lavoro delle aziende agricole che continuano a mantenere vive queste straordinarie tradizioni.